mercoledì 2 ottobre 2019

Il luogo del cuore.










Dedicato a tutti coloro che, rientrando nel luogo delle proprie radici, sentono riemergere dentro di sé il ricordo del loro tempo infantile.


"E’ esperienza comune l’affiorare di ricordi, di immagini perdute tra le pieghe della memoria, di volti ed episodi apparentemente dimenticati, quando una percezione dei nostri sensi, ci riporta come d’incanto in un mondo e un tempo lontano. Un esempio letterario straordinario di questa meravigliosa prerogativa della nostra mente lo propone Marcel Proust, il grande scrittore francese, nel celebre episodio della “Madeleine”, descrizione che apre quel capolavoro della Letteratura di ogni tempo che è “La Ricerca del tempo perduto”. In questo episodio l’autore, assaporando un dolcetto in una tazza di tè, scopre con stupore che il tempo della sua infanzia, in tutta la sua straordinaria dolcezza, non era “perduto”, ma viveva con suoni, colori e immagini nitide, in qualche parte del suo mondo interiore. Il sapore del dolce tanto amato da piccolo, con il gusto inconfondibile e antico del suo sciogliersi nel tè, aveva riportato in vita un mondo fino ad allora considerato perduto. Episodi del passato, volti di persone care, suoni e colori dell’infanzia, erano stati riportati in vita dal sapore unico della pastina nel tè. Noi tutti viviamo il tempo presente, catturati nostro malgrado dall’aderire alla realtà attuale, una realtà che sembra essere la sola presente dentro di noi, dominatrice incontrastata dei nostri pensieri e delle nostre azioni. A volte però, un odore insolito, un’immagine, oppure un suono inatteso, magari un campanello di una vecchia bicicletta per strada, apre la nostra mente al ricordo e...riaffiora dentro di noi l’emozione di una corsa in bicicletta per i sentieri di campagna del nostro luogo di origine e...la giornata dal cielo grigio che fino ad allora incombeva su di noi lascia il posto alla splendida giornata di sole di tanti anni prima, con il cielo azzurro che mai abbiamo dimenticato; le voci dei compagni di giochi di un tempo sembrano risuonare ancora dentro di noi e dolce ci pervade una calda sensazione di nostalgia. “Nostalgia”, parola composta di origine greca che sottolinea il desiderio dolcemente doloroso del “ritorno”, ritorno alle origini, alle proprie radici, alla possibilità di sentirsi davvero, pienamente interi e del tutto “se stessi”. Noi tutti, quando torniamo nei luoghi delle nostre radici, siamo pervasi di una gioia malinconica, con il desiderio struggente di fare il pieno di sensazioni antiche, di riascoltare voci dal timbro e cadenza familiare, di sentire il profumo inconfondibile, che a noi sembra unico al mondo, dell’aria del luogo che ci ha visti bambini. Il profilo dei monti o della campagna, la linea dell’orizzonte, odori e suoni, strade e muri delle case del luogo dell’età dell’innocenza, ricostruiscono e ricompongono il nostro paesaggio interiore; riviviamo così il tempo ormai andato con tutta la dolcezza del ricordo, con quella sensazione unica di essere, nel ricongiungere il passato al presente, anche se solo per un giorno, completi, interamente noi stessi."

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