giovedì 3 ottobre 2019

Indicibilità del sentimento d'amore













Destino del sentimento d’amore è non essere compreso. Tutti parlano d’amore; ognuno di noi crede di sapere di cosa si tratta, di riconoscerlo, di saperlo individuare con certezza nel groviglio di sentimenti e stati affettivi che caratterizzano l'animo umano, ma chissà se è davvero così. In realtà l’amore - come ogni altro sentimento - è percepibile ma, per sua natura, non è quantificabile e quando lo si esprime a parole si ha sempre la sensazione che quello che si dichiara non corrisponda mai a quello che si sente. Dire alla persona amata “io ti amo” dovrebbe bastare..ma in realtà questa formula - sempre uguale a se stessa - non soddisfa nel momento stesso in cui viene pronunciata, lasciando una sensazione di incompletezza, di vago sentore che le parole appena pronunciate non traducano esattamente l'intensità unica del sentimento percepito. E ancora - nel tentativo di avvicinarsi ad esprimere l'intensità di quel sentimento  che sembra invadere l'anima - si dichiara “ti amo tanto”...”ti amo immensamente”..”ti amo da pazzi” e poi - nel tentativo di essere finalmente compresi nell'unicità irripetibile di ciò che si prova - si ricorre a formule iperboliche come ”ti amo come non ho mai amato” e ancora..”ti amo più di ogni cosa al mondo” e formule simili. Eppure, la sensazione che domina chi ama è che non esista modo di esprimere l'unicità del proprio sentimento. Qualunque sia la formula usata, le parole sussurrate o affermate con forza, ci si rende conto che le nostre espressioni sono simili a quelle utilizzate da milioni di persone al mondo...e chiunque altro che prova un sentimento per la stessa persona da noi amata potrebbe esprimere il suo sentimento con le stesse parole e comportamento. E chi è amato...come fa a comprendere chi l’ama davvero..e con quale intensità? Forse, se si ama la persona che dichiara amore, si tende naturalmente a dare più valore al suo “ti amo”...ma anche questo non è garanzia di nulla né chiarisce la profondità del sentimento altrui. Se poi aggiungiamo a tutto questo le diverse declinazioni dell’amore la confusione diventa assoluta; una babele di espressioni diverse e simili da far girare la testa. Insomma, l’amore sfugge ad ogni definizione univoca; si colloca in una dimensione ineffabile e si beffa delle parole, dei comportamenti e del pensiero logico. Come è possibile quindi  "dire" l'unicità del proprio sentimento d'amore? Come è possibile avere la certezza che quello che per noi è un sentimento “unico” possa essere compreso dalla persona amata nella sua - per noi - straordinaria e stordente unicità. Forse non si altra possibilità che dirlo...con  gli occhi, con i piccoli gesti e le azioni..oppure dirlo con le mani che accarezzano e le braccia che stringono...e affidare alla formula più usata, nella sua espressione più semplice  “ti amo” il compito arduo di definire il nostro intenso sentimento; sperando di trovare nel cuore di chi si ama la stessa intensità del sentimento che vive in noi, in modo che l’amore che si prova - indicibile per sua natura - sia dall'altro riconosciuto con un riverbero dell'anima in tutta la sua assoluta unicità.

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